Preghiera inizio Anno Accademico 2026-2027
Istituto Teologico di Basilicata “Mons. Giuseppe Vairo” Potenza
Potenza 15 ottobre 2026
Riflessione di S.E.R. Mons. Davide Carbonaro OMD, Moderatore:
Paolo chiamato a edificare delle comunità in Cristo, è preoccupato che queste ricevano la forma di Cristo. Vorrei che all’inizio di questo nuovo anno accademico, ci sia anche per noi questa preoccupazione, chiedere: il dono dello Spirito Santo perché ci conformi a Cristo Signore. Molte persone della nostra contemporaneità sono preoccupate della forma del corpo, dedicano molto tempo ad esercizi fisici, palestra e altro, per avere un corpo performato e accettabile. Lo stesso direbbe san Paolo, in quanto tale metodo nello spirito, fatto di fatica, di gioia e di donazione reciproca, è opportuno metterlo in atto nel nostro esercizio di conformazione a Cristo. E questo per il suo corpo che è la Chiesa, fatto di membra e carismi dati ad ognuno per il servizio di tutti. Anche i giorni della formazione accademica diventano i tempi necessari perché attraverso i doni ricevuti, Cristo Gesù possa farsi spazio in noi, il suo primato, diventi il primato della nostra speranza. Mettersi al servizio della Chiesa per diventare piccoli eroi del sacro o del sociale, personaggi pubblici, o influencer di se stessi, ci metterebbe nella condizione di ricevere ora la ricompensa di noi stessi (Cf Mt 6, 5). Mettersi al servizio del dono gratuito ricevuto, perché generi Cristo in noi e negli altri, è la via del Vangelo di cui Paolo dice essere modello da seguire (Cf 1 Cor 11, 1). Queste prime settimane dell’Anno accademico appena iniziato sono state illuminate da alcune figure di santità che possono aiutarci a generare quella forma straordinaria di Cristo che vive in noi nell’ordinario. Penso a San Francesco di Assisi, che muore cantando, riaffermando nel suo cantico delle creature e nelle sue lodi all’Altissimo il paolino: “per me vivere è Cristo e morire un guadagno” (Cf Fil 1, 23ss.). Lo stesso san Carlo Acutis ci spinge nella sua testimonianza diretta e contemporanea, ad affermare, che l’originalità della vita non ha prezzo, che il rischio di morire fotocopie di noi stessi e degli altri è la tentazione subdola del nostro tempo. Cristo ci fa suoi per restare tali e sfuggire alla conformità del mondo. San Giovanni Leonardi, la sua audacia, la voce profetica di chi si pone sentinella nella Chiesa, ricordano che Cristo è la misura di ogni cosa e che non c’è altro rimedio che Cristo al male che assilla il cuore dell’uomo. Infine, san Gerardo Maiella figlio della nostra terra. Egli non mette toppe al vangelo, ma lo tesse con fiducia tra i semplici e i nobili, senza avere paura che Cristo e la sua volontà possano impastarsi con la vita. Carissimi il mio augurio per tutti voi: alunni, docenti, personale accademico, è che abbiate avanti agli occhi della vostra mente e del vostro cuore solo l’onore la gloria di Gesù Cristo e questi crocifisso, sapienza del mondo e rivelazione di un amore oltre misura.

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